Muccassassina

logo_mucca2013Nel 1990 le socie e i soci del Circolo Di Cultura Omosessuale Mario Mieli hanno dato vita a Muccassassina per sostenere e finanziare tutte le attività del Circolo.

Muccassassina dalla sua nascita è la festa di riferimento della comunità lesbica, gay, bisex, trans, eterofriendly italiana. Un luogo di incontro e convivenza delle differenze capace di offrire il massimo divertimento e fare insieme cultura, politica e tendenza.

Venendo a Muccassassina TU sostieni le campagne di prevenzione contro l’HIV e le malattie sessualmente trasmesse, il supporto alle persone HIV+, la lotta contro le discriminazioni, contro l’omofobiae la transfobia, la difesa e la promozione dei diritti civili e l’uguaglianza, la diffusione delle attività culturali e politiche della comunità glbtqi, l’organizzazione del Roma Pride, ovvero: il CIRCOLO DI CULTURA OMOSESSUALE MARIO MIELI.

Un po’ di storia

Giorgio Gigliotti, il primo responsabile culturale del Circolo alla fine degli anni 80, per aprire l’associazione alla città decise di fare delle serate coinvolgendo quei giovani gay e non solo a cui mancava un punto di riferimento, artistico, politico e ricreativo.

Ideò così i “mercoledì della signora Mieli” all’interno dello stesso Circolo, incontri di musica, teatro e dance. Piano piano le serate iniziarono a funzionare, nonostante i vicini e la polizia, che ogni mercoledì sera veniva a far visita, tant’è che l’anno successivo fu deciso di spostarsi in un locale più grande e più piacevole (ancora il circolo non era stato ristrutturato). Le serata si svolsero al Grigio Notte e lì fu un vero boom. Le serate dance erano intervallate da performance e spettacoli di artisti del Movimento e dell’Avanguardia in genere, tanto da diventare un cult.
Così si provò a fare un party una tantum al Mattatoio, per vedere se eravamo in grado di crescere e rivolgerci a un pubblico più vasto, da qui il nome Muccassassina ispirato dalla location, l’ex mattatoio di Roma a Testaccio, la mucca con la falce torna in quel luogo, l’ex mattatoio, per “vendicare” i soprusi, ma per farlo non sceglie le armi ma la pacifica e gioiosa creatività della comunità LGBT.
Il successo è immediato e si deve cercare una sede più adatta: e così nel 1991 l’ex cinema Castello di Via di Porta Castello, un vecchio cinema porno fatto chiudere, si mormora, proprio dal Vaticano, diventa la location adatta, la direzione artistica è affidata a  Giorgio Gigliotti  coadiuvato da Francesco Simonetti che divenne il DJ  insieme  a Paola Difrancescantonio, e Rossano Marchi, subentrato per l’occasione.
Così i vicini di San Pietro si trovano dalla padella (del porno) nella brace (dell’allora unica festa dichiaratamente LGBT della capitale).
Avanguardia, underground, sperimentazione: queste sono le caratteristiche delle serate pensate dall’allora direttore artistico e dai suoi successori Luciano Parisi e poi Vladimir Luxuria.

Dopo quella location (lasciata per questioni di spazio) arrivano le notti al Palladium che vedrà molte delle evoluzioni e i cambi di location della serata che si sposta dal Palladium di Garbatella, all’Alpheus, fino ad arrivare al Qube nel quartiere periferico di Portonaccio – scelta anche questa considerata azzardata, ma, come tutte le scelte della Mucca con la falce, vincente.

Dopo Vladimir Luxuria alla direzione artistica, per tre stagioni, sarà la FloraTora (duo formato da Andrea Giuliani e Salvatore Maccagnano) che passerà il testimone a Diego Longobardi che dirigerà la serata fino al 2011 con un’interruzione di una stagione affidata a Marco Longo, nel 2012 la direzione artistica passa ad Angelo Pellegrino.

La serata in pochissimi anni diventata un vero e proprio fenomeno di costume, toccando l’apice tra il 1999 e il 2000, anno del primo World Pride in Italia.

Il mondo dello spettacolo vuole essere protagonista di questa rivoluzione culturale, ma gli ospiti Vip a Muccassassina sono trattati come tutti gli altri e in poco tempo il pubblico si abitua a ballare accanto a personaggi famosi sia del panorama italiano sia di quello internazionale.

Da Moana Pozzi (che per un primo dicembre regalerà al pubblico di Muccassassina uno spettacolo ormai entrato nel mito) a Pina Bausch, passando per Laura Betti, Franca Valeri, Franca Rame, Alexander McQueen, Francesco Totti, Mara Venier, Monica Guerritore, Loretta Goggi, Rupert Everett, le Spice Girls, Grace Jones, David La Chapelle, Paola & Chiara, Ambra, Serena Dandini, Sergio Rubini, Jimmy Sommerville, Giuliana De Sio, Mita Medici, Lucia Ocone, Amanda Lear, Sabrina Salerno, Rosa Fumetto, Paola Cortellesi, Rettore, Marina Occhiena, Clara Boni, Marina Ripa di Meana e tanti, ma tanti tanti altri.

Capodanno 2011: Muccassassina Onirica - foto di Esther Favilla

“Chi ha paura della Muccassassina

(un’intervista a Vladimir Luxuria dopo l’uscita del suo libro)

di Maria Rosaria Spadaccino

Corriere della Sera del 23/05/2007

«Basti pensare alla discoteca “Il castello”, a via di Porta Castello, dove la gente si vergognava a mettersi in fila, entravano di corsa per il timore di farsi vedere.

Ricordo Christian De Sica, girava attorno con la macchina senza mai scendere, quando doveva promuovere il film “Uomini, uomini, uomini”. Poi qualche anno dopo era “trendy” essere lì fuori ad aspettare, chiacchierare “addobbati al massimo”. Cominciava all’esterno la nostra personalissima “festa de’ noantri.

Ma proprio in quel locale, nato come una chiesa, diventato poi un cinema a luci rosse, e ancora un pub, la sede di “Muccassassina” si è trasformata in un evento sociale, più che in una semplice serata in discoteca. Beh…poi qualche anno dopo lo stesso posto, quello che provocava  così  tanto scandalo, è diventato la Sala stampa del Giubileo.

 Devo offrire una prova ancora più evidente di quanto tutto si trasformi? E nulla è sempre uguale a se stesso».

Ma anche Roma ha uno spazio privilegiato nel suo romanzo.

«C’è la città del Mattatoio a Testaccio, dove in fondo è iniziata la mia carriera, lì dove è cominciata veramente “Muccassassina”.

È stata la statua del bovino che svetta sull’ex-macello a dare il nome alla serata. Poi c’è la città dell’Ostiense e del Gazometro. E c’è soprattutto l’immagine all’alba dell’isola Tiberina, a cui ho dedicato una poesia.

Ogni sabato mattina, dopo la notte di Mucca, passavo davanti a quel monumento sul fiume. Meraviglioso. 

Un’immagine che ha caratterizzato dieci anni interi della mia vita».

La decade in cui è stata direttore artistico dell’evento mondano.

C’è anche la Roma della periferia. «O di quella che una quindicina di anni fa era percepita come periferia – conclude – quando ho scelto di trasferire “Muccassassina” al “Qube”, di via di Portonaccio, locale a tre piani, usato allora per le feste della comunità rumena.

Eravamo cresciuti tanto, una discoteca ad un piano solo non ci  bastava  più. C’è stata una grande discussione tra noi dello staff e del circolo Mario Mieli sull’opportunità di lasciare il centro. Ma ancora una volta Roma si è dimostrata magnifica e accogliente. Una vera città “transgender”».