8/Feb/2012
Sono stata presa in giro per anni per la mia manifesta, e per molti fastidiosa, passione per la micia nipponica. Badate bene, non sto parlando di gusti sessuali etnic-oriented, ma di Hello Kitty. Molti mi hanno sempre chiesto cosa ci trovassi in lei. O facendo della psicologia da Bignami mi chiedevano disgustati: ma non ce l’hai avuta un’infanzia? Sì, ce l’ho avuta. E forse proprio per quello. Così dolce, così spensierata, così portata a quell’ottimismo e a quella fiducia nell’amicizia che non mi ha mai abbandonato (pur diventando molto più selettiva), vedere uno dei disegni di Hello Kitty mi ha sempre messo allegria. E pare che conservare il proprio lato bambino faccia bene all’adulto. Poi la Sanrio ha pensato bene di innaffiare le radici della mia passione mettendo in commercio dei gadget geniali e irrinunciabili, come il tostapane che forma la sagoma di Hello Kitty sul pane scaldato, il distributore dell’acqua per l’ufficio (come non averlo? un tocco di acqua rosa quando ti rode il culo durante una crisi a lavoro è un toccasana come la sorgente della salute), il trolley da viaggio tutto rosa (tanto per far capire subito chi sei anche al resto del mondo), e potrei continuare per ore.
Insomma, io adoravo Hello Kitty quando era ancora un ricordo dell’infanzia, quando adorarla dopo i 20 anni ti faceva sembrare un po’ bimbaminchia, quando insomma ad adorarla ero io e una manciata di bambine giapponesi e anche un po’ autistiche. Poi è esplosa la KittyMania e tutta la sfilza di amici che ad ogni occasione mi hanno regalato anche la carta igienica con la Micia, alla fine mi hanno fatto fare talmente il pieno che non ne ho potuto più persino io. Per non parlare dell’indignazione del trovarla ovunque, anche dal benzinaio con la raccolta bollini. Da qui un sereno e dignitoso distacco, pur conservando l’affetto, ovvio.
Per questo ora che apprendo della notizia dell’apertura a Tokyo della prima clinica dentistica brandizzata Hello Kitty, mi sento all’improvviso innocua rispetto a certe menti manicali. La clinica si chiama Hearts Dental Clinic, hanno un sito tutto rosa, le infermiere hanno divise coordinate e le sale hanno nomi tipo Kitty Pearl, Kitty Ruby e Kitty Diamond. Ora, dico, nemmeno io sarei arrivata a tanto. Se vi dovesse venire un mal di denti mentre siete a Tokyo ci andreste?
E intanto su facebook c’è gente che ha aperto un gruppo dal titolo Hello Kitty è gay, e sui forum delle mamme c’è chi proibisce ai figli di vedere Hello Kitty o Winnie The Pooh per paura che possano provocare l’omosessualità dei propri figli. Non avrei mai creduto che Kitty, dall’alto della sua purezza e ingenuità, potesse creare tutto questo rumore. Ecco le vere quote rosa.
miao
Io l’ho sempre odiata sta gatta! Spero da tanto temo che un gruppo di vicentini la incontrino per caso per farla fuori (o all’occorrenza Bigazzi che sa sempre come cucinare un gatto)
Oh SANTI NUMI, è un ossimoro!
Una clinica dentistica che basa tutta la sua strategia di comunicazione su un gattino senza bocca!? Scelta alquanto discutibile o geniale? O_o
HELLO KITTY nasce il 1°novembre del 1974 alla periferia di Londra, per mano della designer Yuko Shimizu. Un personaggio di fantasia caratterizzato da un fiocco rosso sull’ orecchio sinistro e dall’assenza della bocca. Il debutto distributivo avviene sotto la Sanrio, la più grande società giapponese che detiene ancora oggi il marchio.
Ci sono numerose versioni che spiegano l’anomalia:
VERSIONE 1: La risposta ufficiale di Sanrio è che lei «parla con il cuore, senza utilizzare un linguaggio particolare». È stata avanzata l’ipotesi che il successo di Hello Kitty possa dipendere da questa assenza di bocca che permette ad ognuno di attribuirle i propri stati d’animo del momento.
VERSIONE 2: Tanto tempo fa, un ricco imprenditore aveva una figlia con una malattia alla gola che non gli permetteva di parlare. Per salvare la bambina, il ricco signore fece un patto col diavolo: se il padre sarebbe riuscito a far circolare il suo simbolo (quello del diavolo),la bambina sarebbe guarita. Fu così che il padre accettò e “inventò” Hello Kitty, la bambolina in onore della figlia che era nata con una malattia alla gola.
VERSIONE 3: Nacque una bambina di nome kitty che aveva molti problemi, tra cui il fatto che era senza bocca. Dopo un paio di anni morì e i genitori le fecero un pupazzo (senza bocca) di nome HELLO KITTY che vorrebbe dire ADDIO KITTY.
VERSIONE 4: Hello Kitty è una gattina che comunica tramite la telepatia e per questo non ha bisogno di usare un linguaggio ed una bocca.
VERSIONE 5: Hello kitty è solo un personaggio stilizzato, e tale raffigurazione senza bocca lo rende molto stile cartoon.
Avreste mai immaginato che la HEART DENTAL CLINIC potesse adottare HELLO KITTY?!
Chiedo ammenda per la forma verbale delle 5 versioni ma ho effettuato un copia e incolla senza verificare….c’è possibilità di correzione?è proprio brutto da leggereeeeeeeee ORROREEEEEEEEEE
))