Orgoglio e pregiudizi

Orgoglio e pregiudizi

Sono iscritto a vari gruppi su Facebook. Uno di questi è intitolato alla lotta contro l’omofobia. Tra i post pubblicati, mi ha colpito quello di un iscritto che dava ragione a Raoul Bova e alla sua contrarietà ai Pride.

Premetto: sono assolutamente concorde con l’idea di rivedere l’istituto della festa dell’orgoglio GLBT. Così come hanno proposto alcuni utenti, una manifestazione più incentrata sulla rabbia e meno sul lato gioioso, visti i tempi, sarebbe auspicabile. Questo, tuttavia, non mi autorizza a bollare le edizioni precedenti come pure e semplici parate carnascialesche.

La cosa che mi ha colpito di quel post e dei commenti successivi è stata l’escalation di perbenismo che addossava agli sculettamenti e alle tette delle trans – in alcune occasioni dipinte come prostitute – l’origine di tutti i mali italiani in relazione al riconoscimento dei diritti civili.

Se bastasse solo questo, se dovessimo eliminare nudità e provocazione all’interno di un corteo la cui stragrande maggioranza della massa si presenta in abiti “civili”, saremmo a cavallo. E di certo la strada non è quella di impedire la presenza di soggetti “estremi” che hanno il diritto di esserci, soprattutto al cospetto di una società che li (ci) vuole prigionieri dell’ombra del perbenismo e di una moralità a corrente alternata.

La stessa, per intenderci, che vende mozzarelle e colla al silicone a discapito del corpo delle donne, ma che poi si scandalizza per un carro appariscente o per seni con due misure di troppo esibite proprio ai nostri cortei.

Questa società pretende, da parte di ogni minoranza, un grado di moralità che essa stessa non è in grado di garantire e che, se leggiamo le cronache, non ha nessuna intenzione di mettere in pratica: il bunga bunga e le cure riservate per proteggere certi sacerdoti accusati di abusi su minori sono due delle prove più schiaccianti, in merito.

Eppure, parrebbe, il problema è il pride…

Certo, gli amici che sposano le ragioni del moralismo di cui sopra, poi, magari, sono i primi a mostrare bicipiti, pettorali e schiene nude sui loro profili, da Twitter in poi. E questo fa sorridere. O riflettere. E, di certo, li rende poco credibili.

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  1. Oggi su Gay’s Anatomy: “Orgoglio e pregiudizi” « Elfobruno - [...] Twitter, ecc – bicipiti e pettorali in bella mostra? Ne parliamo nella puntata di oggi di Gay’s Anatomy! Share ...

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