22/Feb/2012
E’ stato un cortocircuito divertente: dapprima da parte clericale si sostenne che gli animali, che sono “naturali”, non praticano l’omosessualità. Dimostrato scientificamente che la natura non disdegna affatto l’omosessualità; che in molte specie l’accoppiamento omosessuale è un dato di consuetudine anche in presenza di individui del sesso opposto, e non solo in cattività; che in altre specie vicine all’homo sapiens il sesso è slegato dal ciclo riproduttivo (e questo è fondamentale: la separazione tra sessualità e procreazione), si è avuto il coraggio di dire che, se gli animali praticano dei comportamenti “bestiali”, questo non giustifica l’uomo che li imiti. Da qui la distinzione di Benedetto XVI tra “natura” e “natura umana”, secondo la quale esistono specifici doveri che la ragione umana ha creato per gli uomini… Ma è proprio da questa posizione che discendono il diritto alla maternità surrogata e il diritto per l’omosessualità ad essere rispettata. Usando le categorie di pensiero care all’autore del discorso di Ratisbona: come si può negare che la pulsione omosessuale sia “naturale”? E’ forse stata creata in laboratorio?
Significativa al riguardo la mostra Against Nature?, proveniente da Oslo e ospitata dal Museo di Storia Naturale di Genova nel contesto del Festival della Scienza, che presentava in modo rigorosamente scientifico gli studi sui comportamenti omosessuali di oltre millecinquecento specie animali, dagli invertebrati ai mammiferi. La mostra era partita in sordina, ma venne alla ribalta quando le organizzazioni cattoliche protestarono perché il progetto era stato inserito nel catalogo didattico per le scolaresche. (Interessatissime, per altro, alle storie delle balene maschio che si comportano vistosamente da femmina per evitare i combattimenti; dei trichechi che si coinvolgono in giochi erotici omosessuali; dei pinguini reali tra i quali un maschio su cinque preferisce un partner dello stesso sesso. E dei fenicotteri, che si organizzano in coppie di maschi per allevare il doppio dei cuccioli, o dei cigni che creano coppie fedeli nel tempo sia etero che omo.) Magnus Enquist, etologo dell’Università di Oslo, per nulla turbato dalle polemiche, osservò: “Ci sono cose che vanno contro natura molto più dell’omosessualità, cose che soltanto gli umani riescono a fare, come avere una religione o dormire in pigiama”.
In definitiva, così come, parlando di omosessualità tra gli animali, si rischia di antropomorfizzarli, allo stesso modo le persone omosessuali devono acquisire rispetto sociale e dirittti non perché si dimostra scientificamente che i loro comportamenti esistono in natura, ma perché amano e si amano come persone. Quindi, sia il ricorso da parte clericale al concetto di omosessualità contro-natura, sia la giusta replica che si tratta di comportamenti largamente diffusi in natura, non sono argomentazioni convincenti perché il problema è interamente umano, cioè etico: inutile appellarsi al non umano per giustificare l’umano. Solo la cultura ha il compito di compiere scelte etiche, cariche – per l’appunto – di una forza culturale.
E’ la parte più avanzata della filosofia del Novecento che considera obsoleto come categoria di pensiero il cosiddetto diritto naturale. Siamo ormai una specie troppo poco “naturale” per parlare di che cosa è naturale. La Sapiens-sapiens è diventata tale proprio perché si è distanziata dalla natura, dalla animalità. Per gli appartenenti alla Sapiens-sapiens, oggi, “naturale” dovrebbe essere l’accentuazione di educazione, gentilezza, civiltà: umanizzare il mondo, diceva Rilke.
Fin quando ci sarà qualcuno che darà credito alle assurde tesi sostenute dalla chiesa cattolica e non solo le sue, la storia sarà piena di Galileo Galilei e di streghe resteremo fermi al medioevo sociale.
Magari avere tanti Galileo Galilei
quanto la chiesa parla con autorità quando descrive la natura? il problema è tutto in questa domanda. l’omofobia vaticana è tutta causata dalla difesa della sua autorità.
e però quando uno deve sapere come operare un’appendicite non si rivolge a una parrucchiera e se deve sapere come mungere una vacca non chiede informazioni a un avvocato. allo stesso modo è lampante che se uno vuole sapere come si scopa bene non caverà un ragno dal buco se chiede assistenza a un cardinale… (forse
)
paolo VI definì la chiesa “esperta in umanità”… io non sono d’accordo.