Italia a due velocità: i casi della Lombardia e dell’Umbria.

Italia a due velocità: i casi della Lombardia e dell’Umbria.

In Lombardia la realtà ha superato la più rosea immaginazione: ci troviamo di fronte al primo caso di trascrizione di un atto di nascita con due papà che avviene senza intervento giudiziale. Una coppia di uomini vince una battaglia durata tre anni e vede trascritto l’atto di nascita della loro figlia, nata tre anni fa in Canada grazie alla gestazione per altri. Senza che si sia reso necessario l’intervento di un giudice. La coppia in un primo momento ha proceduto  chiedendo e ottenendo la trascrizione dell’atto di nascita solo con il nome del padre biologico. Poi, sulla base del provvedimento  canadese, che riconosce tutti e due i padri, è stato chiesto che la trascrizione venisse rettificata e che si aggiungesse il nome del secondo papà. L’amministrazione comunale, procedendo con cautela e verificando tutte le fonti, i  precedenti e le analoghe richieste di trascrizione, ha alla fine trascritto l’atto di nascita della bambina con i due papà.

Nel frattempo in Umbria non accennano a diminuire le polemiche per il piccolo Joan, figlio di due mamme che è ancora bloccato in Spagna, mentre l’amministrazione perugina si rifiuta di trascrivere l’atto di nascita per “motivi di ordine pubblico”, nonostante ci siano illustri precedenti giurisprudenziali, primo fra tutti la decisione della Corte d’Appello di Trento dello scorso febbraio che da sola dovrebbe appianare tutte le divergenze su questo caso.

Mario Colamarino – Presidente del Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli – felicitandosi per l’avvenuta trascrizione in Lombardia, si chiede quale caparbia motivazione spinga l’amministrazione perugina a portare avanti una inqualificabile e ingiustificabile discriminazione nei confronti del bambino trattenuto in Spagna..

“Visto che si parla sempre e giustamente dell’interesse superiore del bambino – la sentenza della Corte di Appello di Trento faceva riferimento proprio a questo – alla negazione della trascrizione non può fare da contraltare l’ordine pubblico. Ci vuole poco buon senso e certamente un intervento del Ministero degli Interni potrebbe garantire uniformità di trattamento di questi casi sui tutto il territorio nazionale” – ribadisce Mario Colamarino. “Una circolare eviterebbe evidenti discriminazioni e dover ricorrere ad avvocati con inutili lungaggini burocratiche.”

Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli