10/Feb/2012
C’è una persona senza la quale per almeno un paio di storici motivi probabilmente non saremmo qui. Forse non saremmo davanti ad un computer e quasi sicuramente la storia sarebbe andata in maniera molto diversa da come invece fortunatamente la conosciamo. Sì perchè Alan Turing non è solo uno dei padri dell’informatica ma è anche colui che decifrò “Enigma” dando un grande vantaggio agli Alleati sui paesi dell’Asse che utilizzavano proprio quel codice per scambiarsi messaggi criptati.
A soli 41 anni Turing, di cui quest’anno ricorre il centenario della nascita, fu perseguitato per via della sua relazione omosessuale, sottoposto a castrazione chimica e dopo una lunga conseguente depressione si suicidò.
È difficile credere che in tempi ancora alla portata della memoria di chi è ancora vivo oggi, la gente potesse essere così consumata dall’odio – dall’antisemitismo, dall’omofobia, dalla xenofobia e da altri pregiudizi assassini – da far sì che le camere a gas e i crematori diventassero parte del paesaggio europeo tanto quanto le gallerie d’arte e le università e le sale da concerto che avevano contraddistinto la civiltà europea per secoli. [...] Così, per conto del governo britannico, e di tutti coloro che vivono liberi grazie al lavoro di Alan, sono orgoglioso di dire: ci dispiace, avresti meritato di meglio.
Con queste parole nel 2009 Gordon Brown aveva ricordato Turing facendo pensare alla possibilità di un simbolico ma significativo perdono postumo. Poco tempo dopo son state raccolte oltre 23mila firme per chiedere che la persona di Alan Turing fosse totalmente riabilitata ma il ministro della giustizia inglese McNally ha respinto qualche giorno fa la richiesta dichiarando:
È una tragedia che Turing sia stato condanno in un modo che a noi appare così crudele e assurdo, soprattutto se si considera il suo decisivo apporto alla vittoria in guerra. Nonostante tutto, però, le leggi dell’epoca prevedevano che fosse condannato e la posizione ufficiale è quella di accettare tali condanne e senza voler alterare il contesto storico e porre rimedio a quanto, in realtà, non può essere rimediato, fare in modo che non si torni più a tali tempi.
Insomma secondo il ministro inglese i casi giudiziari passati, anche se le sentenze e le relative pene oggi possono sembrarci inumane ed i reati assurdi, non possono essere oggetto di discussione nè di scuse ufficiali semplicemente perché il puro e semplice risultato dell’applicazione delle leggi dell’epoca.
Una motivazione sicuramente ineccepibile dal punto di vista giuridico e che ci fa chiedere quanto siano effettivamente utili nella maggior parte dei casi queste tardive ammissioni di colpa e riabilitazioni ma che lascia un po’ l’amaro in bocca dal punto di vista umano. Ma d’altra parte se addirittura la Chiesa, con un ritardo vagamente più largo visto che la revisione del relativo processo è iniziata solo nel 1962 grazie a Paolo VI, si è recentemente scusata per il trattamento riservato a Galileo che pure aveva violato leggi che allora erano considerate giuste ed aveva ricevuto un trattamento atroce, considerando il fatto che l’omosessualità oggi è ancora un reato in 91 paesi del mondo forse uno sforzo, seppur chiaramente simbolico, lo si poteva fare. Quantomeno nel rispetto di chi ancora oggi viene punito, torturato, perseguitato ed ucciso in maniera simile e spesso ancor più atroce del modo in cui Turing fu, di fatto, portato a togliersi la vita. Non trovate?
mi sa che il ministro avrà fatto le scuole dalle suore.
Noi non stiamo messi meglio però! [lo so, ho scoperto l’acqua calda nel dirlo..]
Non so se avete sentito qualcosa riguardo a questa situazione, che a me sembra preoccupante per tutta la comunità gaya italiana.
http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/10/comune-paghera-laffitto-circolo-cassero-pdl-pornografia-soldi-pubblici/190336/
nel leggere questa vicenda mi è venuto lievemente da vomitare…
Non conosco bene la situazione e soprattutto i rapporti con l’amministrazione che ha il Cassero. Di sicuro degli amministratori intelligenti dopo tutti questi anni avrebbero ammesso che una Bologna senza il Cassero sarebbe di certo stata una Bologna culturalmente più povera di quanto non sia oggi, e questo indipendentemente dalle feste di autofinanziamento che si fanno al Cassero (perché vorrei ricordare che le attività, la cultura, la prevenzione e l’informazione riguardante la salute ed i servizi delle associazioni sono un bene che le associazioni offrono alla comunità tutta, in alcuni casi anche sostituendosi ad amministrazioni latitanti o totalmente assenti se non come minimo non collaboranti, ma hanno dei costi.). Evidentemente l’arrivo di un Pride è sempre un’occasione per certi politici di farsi notare e di lanciare messaggi al proprio elettorato. Purtroppo è difficile stupirsi che un dibattito del genere avvenga in Italia.
La storia di Turing però arriva da un paese culturalmente più avanzato rispetto al nostro…se non nelle scelte quantomeno nel dibattito e nella capacità di confronto! (Ma giusto un po’ eh
)