Grindr: dalla Sapienza una ricerca sull’app degli incontri gay

Grindr: dalla Sapienza una ricerca sull’app degli incontri gay

Dal fermo posta alle applicazioni per smartphone: com’è sono cambiate le nostre vite, la percezione della nostra comunità ed i modi di conoscere nuove persone?
In 20 anni siamo passati dai luoghi di battuage ad IRC, dagli annunci sui giornali ai profili sui più disparati siti internet fino ad arrivare, attraverso e forum ed il “decennio breve” dei blog prima ai social network ed ora alle applicazioni location based, quelle che sfruttano la posizione GPS del nostro cellulare per segnalarci luoghi, eventi ma soprattutto persone vicine a noi.

Se in generale il monopolio di Facebook sembra difficile da scalfire chi si occupa di comunicazione sostiene che è proprio sui social basati sulla geolocalizzazione che si gioca il futuro prossimo di Internet. In generale il social specializzato e finora incontrastato in questo campo è Foursquare che, da quando parlare di geolocalizzazione era ancora un azzardo ed ancor prima che lo facesse il colosso Facebook, permette di sapere dove si trovano i propri amici e soprattutto di scoprire luoghi interessanti nelle vicinanze, anche con qualche interessante chicca sui luoghi LGBT.

Ovviamente poteva la comunità gay non essere fra le prime a cavalcare questa tendenza? Come avrete sicuramente visto lo scorso anno nell’installazione Gaytech all’Europride Park (se già non la conoscevate) Grindr, l’applicazione che permette di trovare ragazzi nelle vicinanze, è la sintesi gay di questa nuovissima tendenza. La semplicità e l’immediatezza dell’applicazione, che è disponibile per quasi tutte le piattaforme, l’hanno resa imitatissima persino dalle versioni mobili dei siti più longevi e di maggior successo come Gaydar, senza tralasciare le versioni più “settoriali” dedicate ad un pubblico con gusti più mirati come è il caso di Scruff che raccoglie utenti con ciccia, pelo ed amanti del genere. E se, per inspiegabili dinamiche del mondo lesbico che mi sfuggono, l’applicazione è disponibile solo per noi maschietti pochissimo tempo fa è arrivata invece Blendr, il clone etero creato dagli stessi ideatore dell’applicazione del teschietto.

Ma che tipo di comunicazioni e relazioni si stabiliscono attraverso Grindr? Davvero questo tipo di applicazioni ci rendono più vicini e ci danno più possibilità relazionali di quanto non ne avessimo prima? Questa ed altre applicazioni simili sono un’enorme perdita di tempo o, dal sesso ad una conoscenza più approfondita, è possibile andare oltre al saluto ed a qualche facile apprezzamento che cade nel vuoto molto più frequentemente e facilmente di quanto non avvenga nei classici siti di dating?

Proprio in queste settimane a queste ed altre più approfondite e complesse domande sul funzionamento di Grindr stanno cercando di rispondere attraverso una ricerca Francesca Comunello, docente di Internet Studies, e Lorenza Parisi dell’Università di Roma “La Sapienza”. Le due ricercatrici nella prima fase del loro studio hanno necessità di intervistare, anche in forma del tutto anonima, un certo numero di persone che vivono o che hanno vissuto a Roma e che utilizzino l’applicazione. Se volete aiutarle o anche solo avere maggiori informazioni sulla ricerca potete contattarle via e-mail (Comunello / Parisi), cercarle su Twitter (@fcomun e @lorenzaparisi) o scrivere all’indirizzo ricerca.grindr@gmail.com.

Se deciderete di farlo guardate il lato positivo: se qualcuno vi beccherà ad usare Grindr potrete sempre rispolverare, stavolta senza neanche mentire, la buona vecchia scusa tanto in voga negli anni ‘90: se siete lì è solo per una ricerca sociologica! Nevvero? ;)

8 Commenti

  1. io rifiuto sempre le proposte del mio computer di aggiornare qualsivoglia programma e, se non lo avessi perso,sarei ancora col mio primo cellulare della panasonic da 88 grammi. non mi piace grindr. detesto il fatto di essere cosi rintracciabile e penso che più che risolvere un problema alla gente questa applicazione crei problemi per far credere alla gente di doverli risolvere.

    • Però io non concepisco quando si parla di problemi di privacy! (che è l’accusa che viene mossa più spesso alle app di questo tipo) Se tu ti iscrivi ed usi l’applicazione e perchè ne accetti le condizioni ed accetti di essere rintracciabile….poi l’applicazione puoi spegnerla quando vuoi e smettere di mostrare dove sei…

  2. mmm troppa fatica. io non ne accetto le condizioni e non mi iscrivo e (dettaglio nn trascurabile) il mio cell è un nokia.

  3. mirta /

    io mi chiedo solo una cosa: ma la gente c’ha tutto sto tempo??? sarà che a me servirebbero giornate di 48 ore…. bah….

    • Beh ma la apri mentre stai in giro…non richiede un particolare impegno, è molto meno complessa e molto più immediata di un sito!

  4. non ho mai amato le chat, di conseguenza mai amato le community, anche se devo ammettere di averci provato. Il che mi lascia pensare che non amerei neppure grinder, e poi che senso ha scrivere messaggini ad uno che sta a 100 metri da me? sarà che apprezzo ancora troppo il gusto del rimorchio.

  5. Sono un tipo versatile e divertito

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