Giustizia per i gay ceceni

Giustizia per i gay ceceni

Le notizie che trapelano dalla Cecenia relative ai  “campi di rieducazione per i gay” ci lasciano senza parole: il settimanale Novaya Gazeta, citando testimonianze di diverse vittime, denuncia una persecuzione verso le persone lgbt senza precedenti in cui già almeno tre persone avrebbero perso la vita.

In queste ore sono numerose le segnalazioni di diverse autorità indipendenti, come anche Human Rights Watch, che descrivono scenari sempre più bui per i diritti nel paese  e in cui si denuncia l’assenza di qualsiasi reazione da parte del Cremlino per la situazione critica della regione “in cui l’omofobia è comunque intensa e dilagante”.

“Non si può tollerare che la comunità internazionale stia a guardare mentre le persone vengono private della loro libertà o percosse e torturate per il proprio orientamento sessuale. L’Europa si faccia sentire! Perciò anche noi chiediamo un intervento e un’ azione decisa da parte delle istituzioni internazionali sulla situazione in Cecenia” sostiene Mario Colamarino, presidente del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli.

La Russia di Putin con le sue politiche discriminatorie verso le persone lgbt  ha alimentato un generale clima d’omofobia in tutta la regione, che in questo caso permette  al portavoce del presidente ceceno Ramzan Kadyrov  di dire  che “ in Cecenia non ci sono omosessuali e se  ci fossero, non sarebbe necessario arrestarli dato che i loro stessi familiari li invierebbero in posti da cui non potrebbero fare ritorno”.

“Anche l’Italia deve fare la sua parte. Chiediamo per questo al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che  è in Russia in visita di Stato questi giorni, di porre l’attenzione sulla pesante situazione delle persone gay in Cecenia  e di farsi portavoce del rispetto verso la dignità umana e delle differenze nel mondo” conclude Mario Colamarino.

E’ possibile firmare l’appello del sito AllOut utilizzando il link che segue:

https://go.allout.org/it/a/chechen-100/