Caso De Mari, Colamarino: «Non le permetteremo d’infangarci»

Caso De Mari, Colamarino: «Non le permetteremo d’infangarci»

Da giorni il nome di Silvana De Mari è salito alla ribalta. Endoscopista, scrittrice e blogger, la collaboratrice de “La Croce” si è lasciata andare, prima sui social e poi nel corso d’un’intervista a “La Zanzara”, a molteplici dichiarazioni sull’omosessualità: dalla medicalizzazione ai danni per la «condizione anorettale»; dall’innaturalità alla contiguità col satanismo. Senza dimenticare l’esistenza d’un «diritto all’omofobia».

Alla luce di tali affermazioni non meraviglia perciò che Gay Lex abbia domandato l’immediata sospensione di Silvana De Mari dall’Ordine dei Medici. Richiesta, questa, che è stata seguita da una specifica petizione sulla piattaforma change.org.

Ma la dottoressa non si è data per vinta e ha rincarato la dose nel corso di un’intervista rilasciata al quotidiano di Mario Adinofi. In essa ha fra l’altro dichiarato: «I pedofili si chiamano ‘map’, persone attratte da minori. Il circolo lgbt di Roma è intitolato a Mario Mieli, cantore di pedofilia, necrofilia e coprofagia. Posso assumere che tutti gli iscritti provino simpatia per queste pratiche? O che almeno non ne provino nausea? Posso? E così tutto diventa lecito in quanto non è patologico, non è una malattia. Capite che cosa sta accadendo oggi nell’indifferenza quasi generale?».

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Mario Colamarino

Di queste accuse, mosse tout court agli associati del Circolo di cultura omosessuale “Mario Mieli”, Pride Online ne ha parlato col presidente Mario Colamarino.

Qual è stata la tua reazione alle parole di Silvana De Mari?

Siamo rimasti turbati ma in fondo poteva succedere visto i continui attacchi alla comunità omosessuale da parte della dottoressa nel corso del tempo. Le sue parole, senza vergogna, a mezzo stampa e su Facebook sono un’offesa a tutte e tutti noi soprattutto se a pronunciarle è un medico: chi parla di omosessualità come malattia – per dirne una – non merita di esercitare questa nobile professione per il rispetto verso quel giuramento di prestare servizio verso tutti i pazienti allo stesso modo, anche quelli omosessuali.

Che cosa ti ha più sconcertato delle sue dichiarazioni?

Silvana De Mari nei suoi deliri su “La Croce” ha attaccato, oltre a tutte le persone omosessuali e trans di questo paese, anche i soci della nostra associazione definendoli “ simpatizzanti di pedofilia, necrofilia e coprofagia”. Per questo abbiamo deciso di agire. Mi ha sconcertato nelle sue parole il continuo rimando a quel modo di pensare da parte di alcuni che omosessuale vuol dire pedofilo. Personaggi come Silvana De Mari vivono d’odio verso altri, anzi direi soprattuto verso di noi: hanno creato dei personaggi che purtroppo alcune persone davvero seguono e a cui i giornalisti danno molto spazio. Il fatto che se ne parli così tanto dell’omofobia di queste persone e delle loro parole danneggia tutti anche noi ma in casi come questi, dove siamo stati pubblicamente offesi come persone e come associazioni, non si può stare a guardare.

Non ti sembra che ci siano sono affinità col contenuto d’un’interrogazione parlamentare di Giovanardi-Malan?

L’anno scorso alcuni senatori si sono accorti che il circolo Mario Mieli di Roma ha partecipato alla“Strategia nazionale contro le discriminazioni basate su orientamento sessuale e identità di genere”, voluta dall’Unar, da realizzare a scuola. Gli stessi poi hanno fatto un’interrogazione parlamentare al presidente del Consiglio chiedendo se fosse opportuno che un’associazione intitolata a «un intellettuale che inneggiava apertamente alla pedofilia» possa essere considerata un ente formatore. Per fortuna questa interrogazione non ha trovato alcun seguito. Spesso succede che quando si parla di Mieli da parte dei nostri oppositori si fa riferimento alla pedofilia per attaccarci senza mai entrare nel pensiero complesso di Mieli.

Come sono da intendere le parole di Mario Mieli su pederastia e coprofagia?

E’ molto difficile riassumere in poche parole il pensiero di Mario Mieli, decontestualizzandolo dal periodo in cui fu scritto “Elementi di critica omosessuale” (la sua tesi di laurea). Il pensiero di Mieli era un monito che andava contro la norma dell’epoca che, secondo lui generava violenza, discriminazione e odio verso le persone omosessuali. La sessualità non andava imbrigliata nella coercizione della norma e ciò vale anche per il fanciullo che liberamente poteva conoscere il proprio corpo. Detto questo, la pedofilia è un reato e ciò va ribadito in tutte le sedi. E chi continua ad attaccare il Circolo Mario Mieli farebbe bene a leggerne lo statuto.

Quale la lezione imperitura di Mario Mieli per tutti?

Mieli è stato un precursore, un grande intellettuale che ha saputo parlare a tutti. La sua lezione dura ancora oggi. Una delle sue frasi, che da sempre mi hanno colpito, è: “ Noi abbiamo il gaio compito di reintrepretare tutto dal nostro punto di vista “.

Quale azione legale intendi intraprendere e perché?

Abbiamo deciso di portare avanti azioni legali nei confronti della De Mari per le offese e illazioni contro la nostra associazione e i suoi soci. Non permetteremo a nessuno di infangarci e di offenderci e ci difenderemo in tutte le sedi opportune.

Fonte: Pride on line