Attesa e cambiamenti

Attesa e cambiamenti

“Attesa e cambiamenti” è il titolo di un film italiano, per la regia di Sergio Colabona e prodotto dalla Morol di Gianluca Cerasola che ne è anche sceneggiatore, uscito nelle sale un anno fa e ora edito in dvd.

Una occasione per vederlo e parlarne. È stato presentato in una de “Le domeniche del Mario Mieli” e mi piace quindi doppiamente condividerne delle impressioni.È la storia di due coppie entrambe alle prese con l’attesa della maternità, intesa come il vissuto dei nove mesi per la coppia eterosessuale, e la fase dell’inseminazione per la coppia lesbica.

Una commedia, leggera, piacevole, che, sia pure con dei limiti e qualche uso di schemi prevedibili o stereotipi, ha il pregio comunque di molte e buone dosi di realtà, fatte “vivere” con scioltezza.

Ad esempio il film racconta con il sorriso le paranoie e i nervosismi della maternità, e nello specifico offre la simpatica isteria della mamma etero a confronto della serena determinazione lesbo;le banalità omofobe di un personaggio e le risposte altrettanto banali, ma in tal caso salutari, dell’eterosessuale che omofobo non è; dei percorsi alternativi alla Gpa, che esistono e di cui non si parla spesso; una famiglia provinciale pugliese non per forza retrograda solo per il fatto d’essere del sud; delle lesbiche che non sono necessariamente maschili come non sono necessariamente femminili; la presenza di un esempio di bisessualitá , che risulta “naturale” nell’identica maniera in cui lo sono quelli eterosessuali e omosessuali protagonisti della storia; delle future nonne con una propria vita e proprie manie (interpretate da Eleonora Giorgi e Corinne Cléry) , in attesa della nipote ma non monopolizzate da questa, ovvero della serie a 50/60 anni la vita femminile è ancora piena e non necessariamente costretta nelle necessità familiari; l’ossessionato del proprio cane che non è né l’anziano solo o la coppia senza figli , ma il bel maschio professionista, liberal e amante delle donne ( nella specie l’attore Paolo Conticini); e via discorrendo.

Insomma una commedia che introduce con leggerezza delle angolature raramente presentate, soprattutto nei film italiani dello stesso genere, e quindi meritevole per gli sforzi profusi, gradevole da vedere, inedita per spettatori meno avvezzi alle tematiche trattate.

Non un capolavoro, evidentemente, e non poteva né voleva esserlo , ma comunque una piccola e coraggiosa produzione, che ha incontrato non pochi ostacoli, e che già solo per questo merita un plauso. Infine riesce a far ridere, che per una commedia è doveroso.

Rossana Praitano